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Dall’atto alla forma
Cosa ci si aspetta da un’opera psicoanalitica se non una riflessione sulla pratica dello psicoanalista, sull’ascolto così singolare in cui questa ha la sua fonte? L’ascolto dell’analista si propone però anche qualcosa di più: riflettere in maniera rigorosa su ciò che organizza il tessuto stesso della “vita dell’anima”, sugli elementi costitutivi della psiche, su ciò che la abita e la costruisce nelle sue forme palpabili – sogno, pensiero, sintomo, transfert. In queste pagine Laurence Kahn mette al lavoro la distinzione tra ciò che commuove, ciò che colpisce, ciò che vuole e ciò che agisce, delineando le vie sensibili tramite cui tutto ciò si trasmette: configurazioni che appaiono, che si trasformano e si deformano e che spesso nascono – più di quanto rinascano – nel corso del processo analitico.
Ascoltare l’inconscio significa discernere tutte le forme in cui può manifestarsi. Tra la superficie e il fondo, dobbiamo riconoscere l’azione della forma.