Animamediatica 3 -2016 Ebook

Gli autori

Rappresenta un ambizioso esperimento di confronto sociale e culturale tra autori e fruitori di lingua inglese, italiana, spagnola e portoghese, residenti sia nei propri paesi di origine che in paesi di elezione. Vogliamo favorire in tal modo l’avvicinarsi di mondi che potrebbero non dialogare, finché si considerano troppo estranei o troppo simili. Ciascun contributo appare nell’idioma originale. La nostra rivista sottolinea affinità e differenze: di percezioni, di letture, di stili, di orientamenti, di discipline, di canali espressivi. Lo fa dipanando il filo di discorsi sociali, esistenziali, scientifici e artistici nella cornice di un tema monografico diverso ad ogni numero.
Il quadrimestrale analizza e approfondisce l’attualità e condizioni universali dell’esistenza umana con il piacere della narrazione e dell’espressione, attraverso la scrittura, la fotografia, il disegno, la pittura e il video.
Inoltre, da un punto di vista antropologico, Animamediatica si propone di fondere in un crogiolo comune le attitudini critiche di chi si è formato nella “Galassia Gutenberg” e la straordinaria duttilità espressiva dei “nativi digitali”.

 

NUTRIRSI - RIFIUTARE

Celebratasi nel 2015 l’Expo di Milano, dedicata alla nutrizione, ci è parso naturale interrogarci sul suo valore simbolico: come e di cosa ci “alimentiamo” sul piano culturale, psicologico, spirituale? Che comporta l’atto del mangiare nei legami personali, familiari e sociali. Di quale cibo si nutrono l’immaginazione, la fantasia, il pensiero creativo, oppure l’odio e la paura?
Poiché con Animamediatica sviluppiamo sempre le due polarità di un tema, la riflessione sull’incorporazione simbolica ci ha condotto inevitabilmente al suo opposto: il rifiuto. Lo abbiamo considerato come risposta a sentimenti irrazionali o come conseguenza di una scelta. D’altro canto, Jung ricordava spesso la massima degli antichi alchimisti “In stercore invenitur” (“Si trova nello sterco”), il cui soggetto implicito era il “Lapis Philosophorum” (“la Pietra dei Filosofi”), il culmine del percorso esistenziale dell’Uomo. Allo stesso modo, Freud ci ha insegnato che ogni discorso di verità sorge dagli scarti del discorso “ufficiale”, dai suoi accidenti, dai quei brandelli apparentemente privi di senso che, recuperati e raffinati con paziente intelligenza, ci salvano dall’adesione ai luoghi comuni e ai più pericolosi preconcetti.
In questo numero pubblichiamo contributi poetici, letterari, filosofici, psicologici, fotografici, di riflessione sociale e di critica cinematografica provenienti da: Argentina, Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti.

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