• Viaggio nei gruppi
    Psicoanalisi

    Viaggio nei gruppi

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Viaggio nei gruppi

Gli autori
Varrani Enrico

Varrani Enrico

Psichiatra, Psicoterapeuta

Il fil rouge del volume è rappresentato dal gruppo considerato dentro la cornice
psichiatrica (gruppo curante e gruppo di pazienti) e quella psicoanalitica (psicoanalisi e psicoterapia di gruppo). Sono diverse le declinazioni che hanno caratterizzato in Italia l’incontro della cultura psichiatrica con quella psicoanalitica e nel libro vengono toccate ed approfondite alcune di queste. La Scuola Pavese di Psichiatria ha rappresentato l’elemento fondativo della formazione dell’autore, lo ha accompagnato nelle sue esperienze lavorative come psichiatra nella struttura pubblica in anni epocali (’70 e ’80), e come psicoterapeuta nei decenni successivi ed in quelli attuali.
Nel libro coesistono due temporalità: un passato con scritti ed esemplificazioni che hanno fatto parte della storia ed attività clinica di chi scrive. Ed un futuro incarnato da giovani psicologi allievi di una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia (Istituto italiano di Psicoanalisi di Gruppo) dove l’autore insegna.
Nell’Introduzione al volume è contenuto il nucleo stesso del libro: “Se in psichiatria il lavoro di gruppo (l’équipe) scompare, e non solo in senso linguistico, se il gruppo curante non si sa più che cos’è (come viene espresso da un certo pensiero psichiatrico odierno), allora si estinguono e scompaiono anche tutte quelle funzioni che dentro la relazione tra paziente e curante/i, garantiscono il più importante diritto, quello alla cura o se volete alla pietas. E questo in una prospettiva non solo medica e terapeutica ma soprattutto umana.
Allora anche l’invito che la psicoanalisi faceva alla psichiatria di rivedere radicalmente la sua metodologia e la sua pratica (De Martis-Petrella, 1972) appare ancora oggi come un grande sogno che è utile riportare in attualità, se non si vuol ridiscendere nei gironi di una psichiatria esclusivamente classificante, oggettivante e medicalizzata, o paurosamente troppo sicura di sé, tanto da trasformarsi in un mero congegno di controllo sociale oppure in un altro strumento che rischia di illudere e poi deludere la giusta pretesa di scientificità di una Psichiatria che vuol essere moderna”.

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