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- Il lago sconosciuto tra Proust e Freud
Qui troverete un inventario degli argomenti trattati da Proust e da Freud, sono così numerosi che è molto probabile che non tutti siano stati da me trattati.
Se i due uomini si fossero incontrati avrebbero avuto tanto da dirsi! In un genere di scrittura che ha una lunga storia alle spalle si sogna un dialogo tra morti. Ogni argomento deriva dal precedente, si parte dal sogno e si arriva fino alla morte – per questo abbiamo cercato di illuminarli l’uno attraverso l’altro come se i discorsi alternati potessero fondersi in un’unica affermazione: per arrivare alla verità bisogna essere in due. Quello che ho cercato di fare è di mettere a confronto due intelligenze, due attitudini e due comportamenti riguardo al genere umano e al mondo in generale, ma anche riguardo a se stessi. Come se dai due termini del paragone, dai due poli della metafora, potesse scaturire – mi auguro – una scintilla, un’idea, un’impressione poetica, così che si tenga sempre a mente l’uno quando l’altro parla.
J.- Y. T.
“Non credo che l’opera di Proust possa durare nel tempo. E che dire del suo stile!
Vuole sempre andare in profondità e non termina mai le frasi…”.
(In una conversazione privata con Marie Bonaparte, il 4 gennaio 1926, Freud raccontò quanto fosse stata per lui deludente la lettura di La strada di Swann!).
“Un superbo libro impressionista, fatto di piccoli e intimi tocchi
alla maniera di una tela di Claude Monet”.
Éisabeth Roudinesco