- Home
- Psicoanalisi
- Sulle tracce di Freud
Attenzione!
I nostri uffici resteranno chiusi per ferie dal 1 al 30 Agosto compresi.
In questo periodo sarà comunque possibile effettuare ordini dal sito con spedizione tramite corriere ma non saranno evasi prima del 31 agosto.
Alpes Italia vi augura buone vacanze!
Vincitore ex aequo del Premio Gradiva - Comune di Lavarone - edizione 2026
Da Lombroso a De Sanctis e Dalma, scienziati italiani all’alba della psicoanalisi
Questo saggio conclude idealmente una trilogia dedicata alla nascita della psicoanalisi in Italia. Dopo aver esplorato nei primi due volumi le vicende di Edoardo Weiss e di Vanda Shrenger Weiss, i maggiori artefici dell’introduzione delle idee freudiane a Trieste e a Roma negli anni Venti e Trenta, l’autrice amplia la sua ricerca con nuove indagini su fonti archivistiche, cartacee e digitali. Il testo analizza le iniziali tracce del pensiero psicoanalitico nel contesto scientifico e culturale italiano tra Ottocento e Novecento, con particolare riguardo a intrecci e risonanze tra Sigmund Freud e il padre della criminologia, Cesare Lombroso. Viene messo in luce un comune retroterra positivista ed evoluzionista, dove il “paradigma indiziario” avvicina i due scienziati, entrambi tesi a indagare il lato oscuro dell’animo umano. Attraverso documenti poco o affatto noti, si ricostruiscono eventuali contatti, parallelismi e rispecchiamenti teorici tra i due autori, oltre a curiosi e suggestivi episodi.
Un’attenzione particolare è poi destinata alla figura di Sante De Sanctis, lo “scienziato del sogno”, posto in dialogo con il coevo, rivoluzionario testo freudiano, L’Interpretazione dei sogni.
Uno spazio di riguardo è infine riservato al misconosciuto Giovanni Dalma, un coraggioso pioniere della psicoanalisi, che coniuga il metodo di ricerca sperimentale all’esplorazione psicoanalitica della sofferenza umana. Un emblematico modello di studioso e di clinico in transito dalla psichiatria biologico-determinista a quella aperta alle scoperte psicologico-psicoanalitiche.
Il volume si propone come un contributo originale alla storiografia psicoanalitica, rivelando precoci tracce freudiane nella letteratura scientifica italiana e valorizzando figure e contesti dimenticati. Il risultato è una narrazione documentata e appassionata, che recupera le radici profonde della psicoanalisi nel nostro paese.
MOTIVAZIONE DELLA GIURIA:
"La Giuria Gradiva ha apprezzato il saggio di Rita Corsa in quanto, oltre a concludere idealmente, in maniera appassionata quanto rigorosa, una trilogia dedicata alla nascita della psicoanalisi in Italia, ha il pregio di restituire centralità a tracce dimenticate offrendo da un lato un contributo significativo alla storia delle ideee, dall'altro ponendo la psicoanalisi all'interno del più ampio panorama delle scienze umane e mediche dell'epoca.
Con stile impeccabile, nel lavoro di questa entusiasta storica nonché raffinata clinica, si interecciano elementi di psichiatria, criminologia e psicologia facendo del saggio non solo un contributo per specialisti, quanto un invito a riflettere su come nascono e si diffondono le idee e su come il pensiero scientifico si trasformi in dialogo fra culure e discipline diverse."