Il rifiuto dell’hikikomori

Gli autori
Viviano Giuseppe

Viviano Giuseppe

Psicologo clinico

Contro la prestazione

 

«Il libro di Giuseppe Viviano testimonia una particolare sensibilità verso la soggettività dell’epoca e uno sforzo nel dimostrare il valore dell’insegnamento di Lacan per interpretare un fenomeno sintomatico del XXI secolo».
Clotilde Leguil

«All’idea che il neoliberalismo supererebbe completamente le antiche società patriarcali e disciplinari, Viviano si chiede invece quanto la legge del Padre – o in termini giuridici, della sovranità – continui a operare anche nel neoliberalismo, rendendolo indissociabile da una produzione continua di controllo e di sorveglianza».
Luigi Pannarale

 

La prestazione è al centro del paradigma che domina le società ipermoderne e lo spirito del tempo che ne deriva genera soggettività aderenti ai valori neoliberali, consacrate a essere imprenditrici di sé stesse. Il soggetto si pensa come un Io capace di governare autonomamente la propria vita, a condizione di saper cogliere ogni opportunità e di non cedere davanti alle difficoltà. In breve, è necessario evitare l’ozio ed essere costantemente produttivi per raggiungere i propri obiettivi.
A partire da questo assunto, lo studio analizza uno dei modi in cui tale ordine simbolico viene messo in discussione attraverso il fenomeno dell’hikikomori, spesso interpretato come segno del declino dell’ordine simbolico, dell’“evaporazione” della figura paterna e di ciò che consente la normalizzazione del sociale. Il neoliberismo, spingendo a superare ogni limite e a non essere mai pienamente soddisfatti, sembra aver abolito ogni confine al godimento, inaugurando così la crisi dell’autorità, di colui che detta le regole.
Contro una simile interpretazione, sia culturale sia clinica, che ritiene le società neoliberali prive di disciplina, sollecitando nostalgie politiche, il lavoro propone di leggere l’hikikomori come un sintomo la cui logica porta il soggetto a rifiutare la domanda incessante di essere un Io-prestazionale.

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