• La solitudine di Icaro
    Psicologia

    La solitudine di Icaro

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La solitudine di Icaro

Gli autori
De Filippo Antonio

De Filippo Antonio

Psicologo, psicoterapeuta

Icaro è solo. Icaro si perde, tradito da ali poco solide e abbandonato in volo dal padre Dedalo che sa solo consigliarlo, ammonirlo alla prudenza, ma è ben lontano dal seguirlo. Ma chi è Icaro, il cui sguardo sgomento si mostra a noi nell’immagine di copertina? E’ il giovane adulto, apolide del nostro tempo, che non trova una sua collocazione: da una parte la famiglia, refrattaria alle richieste di autonomia, prigioniera di pulsioni egoistiche che frenano la maturazione dei figli con genitori che ne ritardano colpevolmente il distacco, per paura di sentirsi più vecchi; dall’altra parte, la società, poco pronta ad accogliere, con le sue luci consumistiche accecanti che nascondono il vuoto sociale, intriso di individualismo e ricerca del successo. Icaro è l’“adultescente”, per citare il neologismo creato dal Webster’s American Dictionary, metà adolescente e metà adulto, un ibrido dei nostri tempi che può suscitare fastidio o attrazione. Icaro adultescente ha un’età indefinibile che oscilla “più o meno” tra i 18 e i 30 anni: potremmo dire che “più o meno” sia la definizione che meglio gli si addice. Più di un adolescente, meno di un adulto. Lo incontriamo un po’ dappertutto: nei centri per l’impiego alla ricerca di un lavoro e quindi di un ruolo sociale, oppure nei call center, dove l’unico progetto coltivabile è che il contratto duri il più possibile. Oppure lo incontriamo all’università, circuito da Master su Master che come un ansiolitico, lo sedano nella sua brama di certezze, dandogli una calma illusoria a pagamento. Icaro si muove nella società dell’incertezza. Con un approccio multidisciplinare, incontriamo i giovani adulti per orientare genitori, insegnanti, psicologi, nei loro confronti.

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