A Love Supreme

Gli autori
Turno Marcello F.

Turno Marcello F.

Psichiatra, psicoanalista

Nic Agramonte, un profiler tormentato da sensi di colpa, impotenza e allucinazioni che gestisce con psicoanalisi e psicofarmaci, è costretto a immergersi in un’indagine che rispecchia il suo stesso caos interiore, un caos che trova la sua origine nelle note ossessive e malinconiche del sassofono di John Coltrane.
Al suo fianco, un’antropologa forense non vedente, dotata di una straordinaria sensibilità tattile, offre una prospettiva unica che si rivelerà cruciale. Insieme, seguono le tracce di un serial killer che opera nel torbido e ambiguo mondo degli scambisti romani.
La caccia si trasforma presto in uno scontro psicologico, rivelando che il profiler e il suo obiettivo sono, in realtà, due facce della stessa medaglia: entrambi segnati da legami spezzati e traumi irrisolti. Il killer, guidato da un disturbo delirante scaturito da un abbandono devastante, cristallizza le vittime e il dolore in un’eterna e silenziosa improvvisazione.
Man mano che le indagini si intensificano, la linea tra cacciatore e preda si assottiglia pericolosamente. Il killer, sentendosi braccato, decide di capovolgere la situazione, portando casualmente i protagonisti a convergere in un luogo insolito, dove il destino di tutti i personaggi si compirà in modo imprevedibile, in un crescendo che ricorda le improvvisazioni febbrili e senza respiro di “A Love Supreme”.
Una storia che si dipana in un’atmosfera jazz noir sofisticata, malinconica e a tratti frenetica che sposa il tormento interiore, l’improvvisazione e la ricerca di un senso nel caos; e mai la scienza e la cultura di medico e di psicoanalista di Marcello Turno appesantisce il libero gioco della sua fantasia spregiudicata.                                               Simona Argentieri                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Proposto per il Premio Strega 2026 da Laura Massacra con la seguente motivazione: 

«Nic Agramonte è un profiler tormentato da una storia personale complessa, tra sensi di colpa e disturbi psichiatrici che cerca di gestire con psicofarmaci e psicoanalisi. Il suo disturbo è legato a un particolare “dono” caratteriale: un processo abduttivo che, grazie a intuizione ed empatia, gli permette di cogliere aspetti del reale e del carattere delle persone. Dono che in passato gli ha creato problemi, ma si rivelerà essenziale quando dovrà immergersi in un’indagine speculare al suo dramma interiore, entrando nella mente e nel cuore di un serial killer. Il romanzo di Marcello Turno richiama l’alta letteratura che esplora il rapporto tra l’Io e il suo doppio, mostrando i meccanismi di disvelamento dell’Altro e dell’ES lungo lo sviluppo della trama. Oltre alla trama e ai personaggi tridimensionali, il noir apre interrogativi sul legame tra devianza criminale e profili psicopatologici, affrontando il tema della normalità e della follia. Centrale è anche il ruolo dell’empatia, che definisce i modi di rapportarsi all’alterità, ora vissuta come complesso psichico-fisico, ora ridotta a corpo oggettificato dal narcisismo maligno.»

 

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