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- Eco, Narciso e le figure della dipendenza amorosa
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L’amore si rivela in modo fortuito, inatteso: l’altro, spuntato da un remoto recesso dell’essere, all’improvviso è qui, davanti a noi; i suoi occhi ora ci trafiggono come il raggio di sole di Quasimodo, una folgorazione che può rappresentare la svolta del nostro destino. Questo è il big bang dell’amore e anche il suo mistero: collisione fortuita di solitudini venute dal nulla da cui si sprigiona un’energia inedita. Questa è la dinamica dell’amore: fascinazione fra sconosciuti, corpi che si attraggono in forza dell’enigma che rappresentano l’uno per l’altro. Questo è il destino dell’amore: narrativa che esaurisce la sua ispirazione nel momento in cui il possesso prende il posto della mancanza, la presenza scalza l’assenza, il pieno vuole sostituirsi al vuoto, mentre la prossimità e la banalità del controllo rimpiazzano la distanza, la creatività e la poesia del desiderio.
L’amore adulto richiede un Io forte e un cuore aperto e libero ma anche la stretta connessione tra i due. Quando l’amore perde l’Io, diviene una pura illusione romantica, una dipendenza; quando perde il cuore, l’amore si raggela e diventa narcisismo.
L’amore è un demone che esige la forza dell’adulto e la vulnerabilità del bambino.
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