Omosessualità Tra "Scelta" e Sofferenza

Gli autori

È una malattia o soltanto una diversa conformazione psicofisica?
È un'abnormità o una semplice variante?
È un vizio di perversione oppure una diversità utile socialmente?
È un'alienazione o solamente un modo di essere?
È uno scompenso psichico fonte di disagio o invece si tratta di una condizione ben compensata psicologicamente e socialmente, equilibrata e gioiosa?
E inoltre: è un male morale o una innocente disposizione innata?
È una colpa o un atto assolutamente lecito compiuto da persone che liberamente vivono ed agiscono le proprie pulsioni senza danneggiare alcuno, senza opporsi né ad una legge morale né a Dio?
È un'abitudine viziosa acquisita oppure è il frutto di un destino predeterminato e preesistente qualsiasi pratica più o meno abituale?
È frutto di un'educazione sbagliata oppure si tratta di una predisposizione geneticamente determinata?
L'orientamento omosessuale dell'essere umano si trova oggi al centro di svariati dibattiti, anche a livello politico. L'attuale esasperazione del tema si deve precisamente al criterio sociopolitico con cui viene affrontato. L'emarginazione e la "ghettizzazione" dei soggetti con tendenze omofiliche sarebbe imputabile ad una società omofoba e repressiva che unisce ad atavici preconcetti elementi di tipo religioso e persino
psicopatologico procurando con ciò l'unica sofferenza di questa minoranza altrimenti destinata a vita felice. Le polemiche si inaspriscono ad opera di toni violenti, di stereotipi, di luoghi comuni e di frasi fatte, che non giovano a far luce sull'argomento.
Ma allora gli antichi greci? E Saffo, la poetessa? E le tombe dei romani, dove giacciono sepolte coppie omosessuali e ne viene dichiarato il legame che li univa in vita sulla stessa lapide? E non càpita lo stesso in alcuni animali? Quale colpa, quale delitto ci può essere nel seguire un'inclinazione naturale? Pensiamo a quanti artisti ed a quante altre persone celebri già consegnate alla storia ebbero questa tendenza. Pensiamo a quanti sono stati ingiustamente condannati, anche a pene corporali, in diversi contesti sociali storici ed attuali. Pensiamo alle pesanti derisioni, agli scherzi feroci, alle battute sarcastiche e triviali di cui molti sono stati fatti oggetto, in alcuni casi sin dalla tenera età, nelle stesse civilissime scuole, nei collegi, nelle caserme militari, negli uffici pubblici, -che dire?- negli stessi templi di varie confessioni religiose. A tutto ciò si aggiunge un certo dibattito sul piano scientifico o supposto tale inficiato purtroppo, nella maggior parte delle ricerche, da premesse fondate su posizioni decisamente a-prioristiche.
Ecco, a far luce, questo libro di Antonio M. Persico. Nel suo accurato lavoro, l'omosessualità viene considerata come un fenomeno, un qualsiasi fenomeno, né buono, né cattivo, né normale, né patologico, un semplice fenomeno che presenta ancora tanti lati oscuri, da analizzare con criterio scientifico. Il rigore metodologico del testo è ineccepibile. Le esemplificazioni in appoggio provengono dall'esperienza psicoterapeutica dell'Autore. Antonio M. Persico è infatti psichiatra, ma i suoi studi condotti in biologia molecolare e genetica psichiatrica gli hanno conferito una mentalità genuinamente sperimentale ed una rara coerenza nei criteri metodologici di ricerca.

>