La fata delle nuvole o la Regina Mab

Gli autori
Romano Toscani Rosa

Romano Toscani Rosa

Psicoterapeuta, psicoanalista

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Racconti di famiglia

Nel corso del tempo l’opera di Laure Surville de Balzac (1800-1871), sorella minore di Honoré de Balzac e la sua figura sono cadute nell’oblio, così come è avvenuto per molte altre artiste la cui creatività è stata mutilata e sacrificata dagli stereotipi della società. 
In una lettera scritta a un’amica l’autrice affermava: “Mi chiedo perché non posso vivere come mi piace e realizzare i miei progetti”. Laure ha infatti passato la sua vita ad aiutare materialmente e psicologicamente il fratello, prodigandosi in ricerche bibliografiche e documentarie a supporto delle sue opere. Helm-Floyd, nel suo testo sulle donne di Balzac, afferma che Laure era la personificazione della discrezione e che conosceva a perfezione la produzione letteraria di Honoré, al quale spesso suggeriva felici modifiche, se non forse qualcosa di più, mettendo in secondo piano la propria vena letteraria. Riteniamo che vi siano vari elementi per cui le sue opere meritino di essere riscoperte. Oltre agli aspetti interessanti dal punto di vista psicoanalitico, in particolare riguardo al rapporto personale con Honoré, ciò che emerge dalla lettura di Laure sono il suo considerevole talento creativo e il contributo che ha dato alla stesura della grande opera balzachiana. 
L’opera che presentiamo Fée des Nuages, rappresenta una situazione di vita sperimentata anche dallo stesso Balzac. In tenera età, lo scrittore fu infatti allontanato dalla famiglia e mandato a balia in un paesino nei pressi di Tours, raggiunto quasi subito dalla giovane sorella. Quest’esperienza li ha uniti in un legame unico e indissolubile, rimasto tale per tutta la vita. 
Il romanzo riprende questa tematica biografica e la rielabora: nella figura della protagonista Eliane, Laure recupera il distacco traumatico dalla famiglia e il suo superamento grazie alla creazione fantastica di personaggi che possano aiutarla ad affrontare il trauma dell’abbandono. 
Il romanzo può essere letto secondo diverse angolature. Dal punto di vista psicologico come una fuga da una realtà angosciante per mezzo del sogno, della fantasia e del gioco; dal punto di vista storico, come viene esplicitato dalla stessa autrice, dal desiderio di una diversa impostazione culturale da offrire alle giovani donne. La costruzione del racconto si rifà a tecniche narrative ispirate dal famoso fratello, descrizione dell’ambiente, introduzione dei personaggi, fino al dénouuement finale. Molta attenzione viene data ai dettagli, considerati parte integrante della narrazione. 
Attraverso il sogno la protagonista trasporta il lettore in un mondo fantastico. Dalla Bretagna all’Egitto, alla Grecia, da Roma, a Parigi, dall’Italia, alla Germania. Non mancano, però, nomi illustri di poeti, filosofi, re, artisti, che vengono esaltati nelle loro specifiche qualità. Queste citazioni mettono in luce la vasta cultura di Laure, una cultura probabilmente acquisita all’ombra di Honoré de Balzac. 
La Fée des Nuages” è stato pubblicato a Parigi da G. Giraud nel 1854. Sono passati ben 166 anni, senza che si sia pensato di fare uscire dall’ombra questa scrittrice e di tradurre la sua produzione letteraria. Questa in italiano è la sua prima traduzione. Attraverso questo lavoro di “svelamento” vogliamo dare voce alle “dimenticate”, a quella Muse, che pur essendo figlie di Zeus vivevano ai piedi dell’Olimpo, ed erano considerate divinità minori, ma paradossalmente incarnavano la cultura musicale, poetica, artistica. Erano la memoria che si vestiva di storia, di astronomia, di commedia, di danza. Un po’ come questo romanzo. Ma la donna comunque nell’800, e forse ancora oggi, trova difficile una sua affermazione e un posto nella cultura. 
Dimostrazione di quanto detto, per non interferire con la produzione letteraria di Honoré, la povera Laure pubblicherà con uno pseudonimo maschile “Lelio”, usanza allora in voga e utilizzata anche dal fratello, occupandosi di letteratura per l’infanzia. Solo in seguito, dopo la morte di Balzac avvenuta nel 1851, adotterà dal 1854 il suo vero nome.
Di prossima pubblicazione con la casa editrice ALPES ITALIA sempre con traduzione e cura di Rosa Romano Toscani e di Valeria Sperti: Les compagnon du foyer, Paris, Giraud, 1854; Les Rèves de Marianne, Paris,Calman-Levy, 1878; Les Femmes de Honorè de Balzac, Paris, Janet, 1851; Lettres à une amie de province, 1831-1837, Paris, Plon, 1932.

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