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    Psicologia

    PsicoFiaba

    All'inizio era la Favola. E vi sarà sempre
    Paul Valéry

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PsicoFiaba

Gli autori
Carubbi Francesca

Carubbi Francesca

Psicologa, psicoterapeuta

All’inizio era la Favola. E vi sarà sempre” 
Paul Valéry. 

PsicoFiaba nasce come approfondimento di tematiche, già da me trattate in precedenza, sia nel mio precedente libro “Paco, le nuvole borbottone e altri racconti”, sempre edito da Alpes Italia, nonché all’interno del webinar, organizzato da Formazione Continua in Psicologia – Liquidplan e svoltosi a settembre 2018.
Nello specifico l’opera, dedicata ai colleghi, vuole offrire spunti di riflessione e applicazioni pratiche della fiaba in ambito clinico nonché di comunità, in un’ottica Centrata sul Bambino, attraverso l’integrazione del linguaggio psicodinamico, tipico dello strumento fiabesco, e l’approccio rogersiano: per quanto diversi, l’approccio psicoanalitico e quello rogersiano hanno, a mio avviso, un elemento fondamentale che li accomuna, in quanto sono due paradigmi rivoluzionari perché hanno donato alla parola della persona profonda dignità, poiché portatrice di una verità particolare, soggettiva, unica e irripetibile; ciò che salva l’essere umano, in tal senso, è la sua possibilità di narrarsi. E la fiaba è pura narrazione. Da qui dopo una breve disamina della nascita del racconto magico (Propp, 1928; 1946), come prodotto folcloristico sui generis, nato per cercare di dare un senso all’inconoscibile e alle paure più recondite di una comunità, passerò a descrivere come suddetto dispositivo, grazie alle sue proprietà evocative e proiettive (Bettelheim,1975), sia un valido strumento di lettura proprio di queste paure e di tutte quelle aree cieche e buie della nostra personalità  (Luft, 1969), non solo da un punto di vista diagnostico (Düss, 1957; Coulacoglou, 2005), bensì psicoterapeutico (Von Franz, 1972; Pinkola Estés, 1992). L’ultima parte, infine, è dedicata sia all’uso della Fiaba in campo comunitario, come strumento di Welfare Sociale in termini di promozione del benessere e di partecipazione attiva, dove il racconto magico si confà particolarmente da collante relazionale e intergenerazionale (Carubbi, 2009; 2018) e da “ponte di riconoscimento reciproco” (Devastato, 2018), nonché alla descrizione, in appendice, del “Laboratorio in Fiaba”, dedicato ai bambini e le loro famiglie.

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