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La nostra è un'epoca particolare, nel senso che siamo passati a un tempo che scorre in modo accellerato, perché i cambiamenti a cui assistiamo, in realtà risultano veri sconvolgimenti a causa della rapidità e la difficoltà a integrarli emerge sempre più evidente. A partire dalla Seconda Guerra Mondiale si è evidenziato in occidente, in modo chiaro, l'attacco, il combattere e poi il debellare l'autorità, in questo senso il ruolo dei genitori e soprattutto la figura del padre che l'ha sempre incarnata, viene, messa in discussione, fragilizzata. Infatti il primo aspetto a risentire di tali cambiamenti è quello dei limiti, dei confini, che da sempre hanno svolto una funzione determinante nello sviluppo mentale dell'individuo, della sua personalità. La figura della madre ha acquistato una nuova immagine, è uscita dal ruolo strettamente famigliare, per entrare in modo attivo in quello sociale. L'equilibrio della coppia ha subito cambiamenti profondi, con ripercussioni notevoli nello svolgimento del ruolo di genitori, e naturalmente sullo sviluppo mentale dei figli, con riflessi profondi sui livelli di maturazione da essi raggiunto.
L'avvicendarsi delle varie epoche ha segnato profondamente la psicopatologia perché il contesto, società patriarcali e matriarcali, ne hanno evidenziato le caratteristiche. Quella attuale evidenzia aspetti narcisistici marcati: anche se affascinante non ci fermeremo all'analisi sociologica che ha condotto a tutto ciò, in quanto quello che ci interessa è che la psicopatologia deve fare i conti con il contesto sociale ed emotivo in cui si sviluppa, perché i sintomi e la loro diagnosi non possono essere staccati dalle condizioni socio-culturali in cui nascono, ne sono l'espressione perché l'individuo affonda le sue radici nell'ambiente in cui vive, artefice delle emozioni che sperimenta.
Il termine "funzione" che abbiamo scelto, è in realtà un termine dalle caratteristiche polisemiche, che in questo volume gli esperti sono stati invitati a dibattere, ciascuno secondo il proprio punto di vista e la propria esperienza clinica, ma tutti concordi nel designare la funzione genitoriale e l'influenza della società in cui dispiega il suo ruolo.
Rifletteremo sulle vicissitudini dello sviluppo psichico del bambino a partire dalla nascita, la costruzione della sua soggettività, l'esperienza triadica o carente, da cui è coinvolto o espulso, e che sfocia nell'esperienza edipica portando la personalità a un livello evoluto dell'attività del pensiero, oppure resta avvinghiato a una identità narcisistica che ne condiziona il livello di maturazione, che rende immaturi i suoi strumenti psichici.