Wilhelm Reich Il dramma e il genio

Gli autori
Mannella Marcello

Mannella Marcello

Psicologo, psicoterapeuta

Wilhelm Reich è stato un pensatore originale e poliedrico. Il suo nome è indissolubilmente legato alla definizione dell’Analisi del carattere, la cui centralità nell’ambito delle pratiche psicoterapeutiche è unanimemente riconosciuta. La sua tecnica della Vegetoterapia Analitico-Caratteriale poi, attenta alla dimensione corporea e preverbale della persona, ha sancito l’ingresso del corpo in psicoanalisi. Egli è stato fra i primi psicoanalisti ad indicare l’equivalenza di mente e corpo, anticipando delle acquisizioni presenti nella riflessione scientifica del nostro tempo. La sua ricerca ha ispirato alcune delle attuali pratiche psicoterapeutiche fra le più originali ed efficaci, e quando facciamo riferimento alle psicoterapie corporee non possiamo non riconoscerne la paternità. Eppure nei testi di medicina, psicoanalisi e psicoterapia la sua opera è quasi ignorata. La comprensione di questo enigma è da ricercarsi soprattutto in alcuni presupposti del suo pensiero che hanno finito col metterne in ombra la genialità. L’impianto di fondo che sorregge e guida ogni aspetto della sua riflessione, infatti, è costituito da un pronunciato naturalismo, anti intellettualismo e da un’esasperata visione olistica dell’esistenza. L’intento di questo lavoro è allora quello di andare oltre le parti più deboli di quell’impianto teoretico per poter sviluppare fino in fondo il senso innovativo delle sue originali riflessioni. Vuole anche essere uno strumento per capire quanto della sua opera sia ancora attuale, distinguendo attentamente gli aspetti creativi suscettibili di sviluppo e capaci di rispondere alle esigenze del nostro tempo, da tutti quegli aspetti legati a riflessioni e problemi storicamente definiti, ma anche da quelli che sembrano trovare la propria origine nelle vicende di vita dello stesso Reich. In ogni caso, per rendere merito alla sua opera, la cosa più importante da fare, come ci suggerisce Fritjof Capra ne “Il punto di svolta”, è di riformulare le sue affermazioni nel linguaggio dell’attuale pensiero sistemico.

>