Vedere l'ovvio

Gli autori
Tarantino Marco

Tarantino Marco

Psichiatra e psicoterapeuta della Gestalt

Appunti dalla stanza di terapia

Vedere l’ovvio nasce dall’interno della stanza di terapia. Non è un manuale, non è un saggio accademico: è un libro che tenta di trasmettere un’esperienza, con la consapevolezza – dichiarata fin dall’introduzione – che farlo è un’impresa paradossale. Come si racconta ciò che si vive? Come si traduce in parole qualcosa che abita il corpo e il silenzio?
La risposta di Tarantino è coerente con la sua formazione gestaltica e con la sua esperienza poetica: frasi brevi, da assaporare più che da leggere; frammenti di sedute reali, trascritti con fedeltà al movimento – non alle parole, ma alla direzione in cui qualcosa si apre o si chiude. 
Un libro che chiede al lettore di rallentare.

Il testo si divide in due parti strettamente connesse.
La prima parte – tredici capitoli brevi – descrive dall’interno i movimenti dell’esperienza terapeutica: il tempo non lineare, il cambiamento impercettibile, i piccoli salti nel vuoto, i permessi che ci si concede lentamente, la sensazione – fragile e preziosa – di essere un po’ più a casa in sé stessi. Il tono è meditativo, ma mai astratto; ogni testo parla di qualcosa di concreto e riconoscibile.
La seconda parte – diciannove frammenti di sedute reali – mostra l’atteggiamento e l’atmosfera della psicoterapia della Gestalt in azione. I dettagli identificativi sono stati modificati; ciò che non è stato modificato è il movimento. Ogni frammento è una piccola storia: c’è un problema, c’è un incontro, c’è qualcosa che si sposta. Il lettore non ha bisogno di alcuna conoscenza specialistica per comprenderli.

«La natura ama nascondersi».
Eraclito

«Quando accetto me stesso così come sono, allora posso cambiare».
Carl Rogers

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